Articoli shiatsu Latina
I protagonisti dello shiatsu: tori e uke
In un trattamento shiatsu ci sono due persone, e tutte e due sono fortemente coinvolte in quello che sta succedendo in quel momento.
Solo apparententemente una delle due è attiva e compie dei gesti, l'altra è passiva li sotto e riceve le tecniche.
Non è esattamente così però: non esistono parti passive in un trattamento shiatsu. Paradossalmente, proprio perchè la persona che è 'sotto' a ricevere le pressioni, è lei quella a cambiare di più.
E' un punto di vista abbastanza nuovo per chi è abituato alla visione 'medica' o terapeutica, ed è anche quello più evolutivo sia per l'operatore shiatsu che per il ricevente.
Ed è per questo che utilizzamo, prendendoli dalle discipline marziali, due termini come 'tori' ed 'uke' per indicare chi porta la tecnica (l'operatore) e chi riceve il trattamento, proprio perchè ci sembrano due termini che esprimano maggiormente il ruolo attivo che ENTRAMBI i partecipanti all'incontro shiatsu hanno.
Aspetto commenti... :)
Un abbraccio
Simone
Il metodo formativo Accademia
Il metodo formativo dell'Accademia Italiana Shiatsu Do è basato sul fare. Ogni percorso professionale di shiatsu in Accademia è strutturato intorno ad esperienze formative progettate in modo che l'allievo sia stimolato a FARE e ad evolvere in prima persona verso la scoperta e la pratica dello shiatsu.
Per questo come esperienza formativa per trasmettere lo shiatsu in Accademia viene utilizzato il kata, una 'forma' che, lontana dall'essere semplicemente una sequenza di movimenti prefigurati, permette all'allievo di apprendere velocemente le tecniche che utilizziamo nello shiatsu.
Come in altre pratiche tradizionali di origine giapponese, il kata rappresenta lo stile esecutivo di una scuola.
All'interno dell'Accademia Italiana Shiatsu Do utilizziamo il kata come strumento completo, essenziale, chiaro e piacevole per facilitare l'apprendimento dello shiatsu e l'evoluzione degli studenti.
Sentire
Oggi pomeriggio, dopo un trattamento shiatsu con un cliente, ho avuto occasione di riflettere sull'essenza dello shiatsu e su caratterizza questa metodologia rispetto alle tecniche apparentemente simili.
Cercavo di capire cosa rende lo shiatsu assolutamente efficace in situazioni dove niente altro lo è.
Quello che caratterizza lo shiatsu secondo me è il fatto di sviluppare ed incoraggiare assolutamente la percezione IN CHI RICEVE. Sembrerà strano, detto così. Verrebbe da pensare che a mettersi in gioco, a sviluppare abilità, a FARE sia chi fa shiatsu, non chi lo riceve.
E invece non è così.
O meglio, non è SOLO così.
Non vedo lo shiatsu come uno strumento che faccio su qualcun'altro, come un'operazione 'attiva' sul corpo di un altro, come potrebbe essere per esempio una tecnica fisioterapica, un massaggio, od anche l'agopuntura.
Considero, piuttosto, lo shiatsu come l'apertura di un flusso comunicativo con le strutture profonde di uke all'interno del quale si risvegliano in lui certe abilità di ascolto, che stanno li sopite, magari da anni.
Vedo lo shiatsu come uno strumento per andare a contattare ed reintegrare le configurazioni somatiche e, in definitiva, di tutto l'essere di uke per portarlo ad un livello di consapevolezza nuovo e diverso.
Per sviluppare una nuova percezione di sè, una nuova postura ed una nuova organizzazione del proprio essere.
In sostanza per cambiare.
E' questo, solo questo secondo me, quello che rende lo shiatsu uno strumento di evoluzione personale così potente e versatile.

