Articoli shiatsu Latina
Lo shatsu come metafora
Una delle cose che del pensiero orientale che mi ha sempre affascinato e che probabilmente costituisce il motivo principale per cui inoccidente riscuotono sempre più successo da trent'anni a questa parte,e per cui le discipline attraverso il quale esso si puòesprimere (dalle arte marziali cinesi e giapponesi, allo shiatsu, all'agopuntura) è fondamentalmente il fatto che questo approccio dà una enorme libertà all'uomo e lo mette in condizione di poter decidere.
Nel pensiero tradizionale orientale l'uomo è al centro del processo trasformativo (che si stia parlando di guarigione fisica, di trasformazione somatica, di rilassamento, di evoluzione spirituale, di miglioramento del benessere fisico) ed ogni suo cambiamento, anche piccolo tocca necessariamente tutti gli altri.
In particolare nella medicina orientale l'uomo è al centro, qualsiasi sia la tecnica con cui si lavori: l'agopuntura lo shiatsu la moxibustione... l'alimentazione.
L'uomo è al centro (come dicevamo in uno degli scorsi articoli, esattamente a metà tra cielo e terra) con tutto il suo essere. Con il suo corpo e con la sua mente...
E infatti nell'uomo non è pensabile separare, in quel tipo di pensiero, il corpo e la mente. Corpo e mente sono... incorporati.
E qualsiasi aspetto dell'esistenza umana ... qualsiasi 'piano' che appartiene all'esperienza dell'uomo... le emozioni, il linguaggio, il
suo modo di alimentarsi, i suoi pensieri, il suo corpo... diventano delle metafore attraverso cui è possibile agire per generare una trasformazione.
Ogni cosa che l'uomo fa sente vede assaggia.. sperimenta.. pensa... è collegato con il suo essere, e benessere, su piani diversi.
E quindi si potrà facilitare un cambiamento della globalità del suo essere con il cibo, con le mani, con gli aghi, con il calore...con il pensiero... a seconda del più adatto in quel momento.
Perchè ogni cosa che tocca l'uomo, si riflette inevitabilmente sulla globalità di 'chi è'.
L'idea di 'incorporazione' di mente e corpo è antichissima dunque. Ed è stata 'scoperta' anche in occidente da filosofi, scienziati e studiosi di intelligenza artificiale che da trent'anni studiano come avviene il processo cognitivo all'interno di questa singolarità di corpo-mente e che sono convinti che la sua natura sia largamente determinata dalla struttura del corpo umano.
E sono arrivati alla conclusione, chiarissima ad altri già 5000 anni fa, che non solo la salute fisica ma anche tutti gli aspetti legati al processo cognitivo... come le idee i pensieri i concetti e le categorie siano modellati dagli aspetti caratterizzanti il corpo.
Questi aspetti comprendono il sistema percettivo, la capacità di immaginare i movimenti prima di eseguirli, le attività e leinterazioni nell'ambiente e la comprensione nativa del mondo che è 'costruita' all'interno del sistema corpo-mente.
E proprio in questa capacità di toccare l'uomo in ogni suo aspetto sta l'efficacia e la crescente popolarità del pensiero e della pratica delle discipline orientali
Simone Pacchiele,
Shiatsu Latina 2009
Lo shiatsu tra Taoismo ed Alan Turing
L'uomo per gli antichi taoisti può influenzare l'ambiente oppure
esserne influenzato, intendendo per ambiente sia ciò che è vicino a
sè... la Terra, sia quello distante o macrocosmico, il Cielo.
Infatti questo modello di pensiero 'relazionale' fu dagli antichi
cinesi applicato a qualsiasi pratica applicativa o argomentazione
filosofica includendo anche quella che considera la salute dell'uomo ed
è centrale per capire come interveniamo efficacemente nello shiatsu.
Per il taoismo c'è una assoluta equivalenza dei fenomeni che
avvengono nell'ambiente circostante e nell'uomo e della coincidenza
temporale del momento della loro manifestazione. E questo
èprobabilmente, il concetto più difficile da accettare per il nostro
pensiero contemporaneo. Un mal di schiena dovuto al maltempo è
considerato oggi come una normale relazione dell'individuo ad un
cambiamento climatico, ma difficilmente verrebbe accettato che sia il
mal di schiena dell'individuo a provocare un alterazione del clima:
proprio in questo consiste, invece, il messaggio significato dallo Yin
e dallo Yang, secondo il quale ogni cosa dell'Universo interagisce e
nulla esiste indipendentemente da qualcos'altro.
Eppure anche nella scienza e nel pensiero occidentale il matematico
(e padre dell'informatica) Alan Turing in un saggio del 1950, Macchine
calcolatrici ed intelligenza, 'anticipava' proprio questo concetto
questo concetto: "Lo spostamento di un singolo elettrone per un
miliardesimo di centimetro, a un momento dato, potrebbe significare la
differenza tra due avvenimenti molto diversi, come l'uccisione di un
uomo un anno dopo, a causa di una valanga, o la sua salvezza".
Shiatsu Latina
Il taoismo tra l'oriente e Shakespeare
Nel sistema taoista, lo Yin e lo Yang vengono identificati come un modo per spiegare l'Universo. Ed i concetti stessi di Yin e Yang sono concetti pensati per operare in 'relazione' a qualcosa altro: una persona, un oggetto, un fenomeno è identificabile come Yin o Yang solo in relazione ad un altro persona, oggetto o fenomeno.
In sostanza... il pensiero taoista ci dice che non esisterà mai qualcosa Yin o Yang di per sè, isolato dal resto dell'Universo.
Yin e Yang mettono in relazione, sempre. Ed in virtù di questa capacità di mettere in relazione, qualsiasi fenomeno dell'universo potrebbe essere classificato come Yin o Yang.
Gli antichi taoisti dedicarono moltissimo tempo all'impresa di classificare le interazioni fra il Cielo (Yang) e la Terra (Yin). E l'uomo è definito proprio come l'essere tra Cielo e Terra.
L'umanità fu intesa come una mescolanza di Yang e di Yin e tutta la letteratura antica tratta della complessità delle relazioni e delle reciproche influenze fra questo sistema in cui l'uomo si trova a metà, come sospeso, tra queste due forze.
Se ne accorge 2000 anni dopo anche
Ci sono più cose in cielo e in terra, Orazio, di quante ne sogni la tua filosofia.
Shiatsu Latina
Lo shiatsu ed il mal di schiena
Il mal di schiena e è un problema della salute che ha assunto livelli epidemici negli USA. Quasi l’80% degli adulti soffrono almeno una volta nella vita di mal di schiena che rappresenta il motivo principale delle visite mediche, l’ospedalizzazione e l’inabilità sul lavoro. Malgrado la varietà di trattamenti e farmaci disponibili, nessun trattamento tra tutte le scelte convenzionali possibili è stato documentato come efficace sul mal di schiena. Sarno (1998) sostiene che il costo annuale per le cure mediche e l’inabilità connesse al dolore alla schiena raggiungerà presto i 50 miliardi di dollari solo in USA. Poiché la pratica medica convenzionale non può far fronte ad una così larga percentuale di adulti con questo problema, coloro che soffrono di dolore alla schiena si rivolgono alle terapie alternative o complementari per alleviare il dolore e gli inconvenienti collegati (Deyo, 1998). Negli USA l’uso, almeno una volta di una terapia complementare è aumentato dal 33,8 % nel 1990 al 42,1 % della popolazione nel 1997, ed il massaggio risulta essere tra le terapie di maggior successo (Eisemberg ed altri, 1998).
Lo shiatsu è stato usato in questo studio su un campione di 66 individui affetti da dolore lombare. A ciascuno dei soggetti è stato misurato il livello di ansia e di dolore prima e dopo quattro trattamenti shiatsu. Ciascuno di loro veniva sentito 2 giorni dopo ogni trattamento e gli veniva chiesto di quantificare il livello di dolore. Sia il dolore che l’ansia sono diminuiti significativamente durante lo studio. Le variabili estranee quali il sesso, l’età, il tipo di terapista, da quanto tempo perdurava il dolore lombare ed i farmaci presi, non hanno alterato significativamente i risultati. Questi soggetti oggi raccomanderebbero il massaggio shiatsu a coloro che soffrono di mal di schiena ed hanno chiaramente indicato che i trattamenti hanno attenuato tutti i principali inconvenienti sperimentati con il dolore lombare.
Le terapie complementari ed alternative indicate in USA per il mal di schiena includono, oltre allo shiatsu, metodi come l’acupressione e i vari tipi di massaggio con scopo terapeutico (Astin, Marie,Pefletier, Hansen & Haskell, 1998;Drivdahl & Miser, 1998; Eisemberg ed altri, 1998). Ferrell-Torry e Glick (1993) avevano già studiato l’uso del massaggio terapeutico per attenuare l’ansia ed il dolore nei pazienti malati di cancro. Il metodo di Spielberger (1983) era stato usato per misurare l’ansia e una scelta analoga venne usata per migliorare il dolore percepito. Il massaggio terapeutico consisteva nel praticare effleurage (sfioramento), petrissage (impastamento) e terapia mio-fasciale sul "trigger point" per 30 minuti per due sere successive per nove clienti. I segni di dolore e di ansia sono stati misurati prima e dopo ciascuno dei due trattamenti. La terapia di massaggio ha ridotto significativamente i livelli di dolore e di ansia.
di Linda H. Brady,R.N., Ph.D. Drake University Kathryn Henry, Ph.D., L.M.T., O.B.T. James R Luth, 11 L.M.T., O.B.T., E.M.T. The Shiatsu Clinic and School – Kimberly K.Casper-Bruett. M.S.M. Winterset Iowa Community School Sistem
Simone Pacchiele
Shiatsu Latina, 2009
Lo shiatsu e le discipline somatiche legate all'oriente
Quello che affascina maggiormente delle discipline somatiche legate al benessere provenienti dall'oriente (la Cina ed il Giappone) è sicuramente l'approccio 'globale' che hanno nei confronti della persona.
Nella nel massaggio tailandese, nello shiatsu, nell'anma, nella medicina tradizionale cinese, nell'agopuntura è sempre preso in conderazione l'uomo con tutto il suo corpo e con tutte le sue emozioni. E se la medicina occidentale cerca spesso la soluzione del disagio fisico li dove esso si manifesta principalmente, non è raro che nella medicina cinese esso si trovi in tutta altra parte del corpo... o , molto spesso nelle emozioni, o nell'ambiente circostante.
I medici cinesi 5000 anni fa non avevano a disposizione strumenti diagnostici avanzati come i nostri di oggi e l'unica cosa che potevano e sapevano fare al meglio era osservare le relazioni: le relazioni tra le diverse parti del corpo, le relazioni tra uomo e suoi simili, tra uomo e ambiente.
Nel pensiero tradizonale cinese essere considerato è l'uomo nella sua interezza di persona con il suo disagio fisico si, e localizzato in un punto preciso del corpo, ma anche con le sue emozioni, considerato all'interno dell'ambiente in cui trascorre il suo tempo (dove vive o dove lavora), delle relazioni che intrattiene con i suoi simili e in famiglia, del clima in cui vive.
Non per caso nel pensiero tradizionale cinese l'uomo è spesso definito 'l'essere tra il cielo e la terra' proprio a significare che per generare una trasformazione nel suo stato di salute esso va assolutamente valutato e 'sentito' non solo per come è ma anche per come è inserito nell'ambiente circostante.
Se a questa attenzione globale a tutte le componenti che caratterizzano una persona aggiungiamo la natura assolutamente analogica della lingua cinese il fascino di queste discipline è ben presto spiegato.
La considerazione che vorrei fare però è che questo tipo di approccio non è stato almeno fino ad alcuni decenni fa anni fa proprio solo delle forme terapeutiche orientali.
Un bravo ed esperto medico di campagna di inizio secolo sapeva valutare lo stato di salute di una persona immediatamente, guardandola. Sapeva fare molte domande, ed ascoltare le risposte. E valutare, ed arrivare a conclusioni esatte anche avendo meno elementi diagnostici di quello che abbiamo a disposizione oggi.
La mancanza di mezzi sviluppava la capacità di osservare e di scoprire relazioni tra le cose e i comportamenti, e lo stato di salute dei suoi pazienti.
Shiatsu Latina
Approfondimento sullo Shiatsu
Lo shiatsu affonda le proprie radici nei principi della medicina tradizionale cinese, sebbene sia una tecnica tradizionale giapponese. E’ una disciplina evolutiva, che negli anni si è rivelata essere uno strumento incredibile di trasformazione e di benessere. Il testo più antico ritrovato, “Il classico dell’Imperatore Giallo”, risale alla dinastia Han (206 a.C.) e riporta la connessione di come la medicina e la filosofia a sono considerate come una unica entità. Lo shiatsu stimola e bilancia l’energia del corpo tramite l’uso di pressioni naturali sui meridiani e su aree riflesse del corpo. In generale lo shiatsu aiuta a combattere lo
stress, le tensioni muscolari, rinforza le aree più deboli e regola le funzioni degli organi interni, incluso il sistema immunitario. L’operatore usa anche tecniche di stiramento, massaggio e rilassamento strutturale, e tramite il tatto è in grado di riattivare in chi riceve un innato meccanismo di riequilibrio, generando così una
grande sensazione di benessere nel corpo, nella mente
e nello spirito. Ciò che caratterizza maggiormente tale disciplina rispetto ad altre tecniche apparentemente simili e, in definitiva quello che lo rende assolutamente efficace in situazioni dove niente altro lo è, è il fatto di sviluppare ed incoraggiare un cambiamento ed una enorme possibilità di ‘ascolto’ in chi lo riceve.
Potrebbe così apparire come un’operazione attiva che un operatore compie sul corpo di qualcuno, come potrebbe essere una tecnica fisioterapica, un massaggio, od anche l’agopuntura.
In realtà lo shiatsu è l’apertura di un flusso comunicativo con le strutture profonde del ricevente, grazie a cui si risvegliano in lui certe abilità di ascolto, che magari stanno li sopite da anni. E’ uno strumento che consente di ‘svegliare’ e ‘contattare’ il ricevente in tutta la complessità della propria mente e del proprio corpo, risvegliando un livello di consapevolezza di questi nuovo e diverso. In sostanza lo shiatsu serve a cambiare. Ed è questo quello che rende lo shiatsu uno strumento di evoluzione personale così
potente e versatile.
Shiatsu Latina
La parabola del parassita
Un uomo di nobile stirpe partì per un paese lontano per ricevere un titolo regale e poi ritornare. Chiamati dieci servi, consegnò loro dieci mine, dicendo: Impiegatele fino al mio ritorno…Quando fu di ritorno…Si presentò il primo e disse: Signore, la tua mina ha fruttato altre dieci mine. Gli disse: Bene, bravo servitore; poiché ti sei mostrato fedele nel poco, ricevi il potere sopra dieci città. Poi si presentò il secondo e disse: La tua mina, signore, ha fruttato altre cinque mine. Anche a questo disse: Sarai tu pure a capo di cinque città. Venne poi anche l`altro e disse: Signore, ecco la tua mina, che ho tenuta riposta in un fazzoletto; avevo paura di te che sei un uomo severo e prendi quello che non hai messo in deposito, mieti quello che non hai seminato. Gli rispose: Dalle tue stesse parole ti giudico, servo malvagio…Disse poi ai presenti: Toglietegli la mina e datela a colui che ne ha dieci.
A questo punto propongo un’aggiunta dovuta al fatto che secondo una leggenda nella parabola si parlerebbe anche di un servo al quale il Re non aveva dato alcuna mina da fare fruttificare.
Ebbene, quando fu il suo turno, questo poveretto avrebbe detto: “Signore, mi hai lasciato senza neppure l’ombra di una mina. E tu sapevi peraltro che ero ammalato e che quindi non potevo fare spuntare dal nulla altre mine, mica sono un mago. Ho sofferto in questo periodo di malattie e dispiaceri, sono stato tutto il tempo a letto e l’unico dono che ti posso fare è il mio dolore e i miei acciacchi che preludono alla morte”. Il Signore avrebbe risposto adirato:
“Ben ti sta, servo iniquo, non ti ho dato niente perché pensavo che ti saresti dato da fare per andare a lavorare e procurarti almeno qualcosa da mangiare, invece sei stato tutto il tempo a poltrire e a farti sfamare dai miei servi ligi al dovere. Parassita!” e così dicendo ordinò ai suoi servitori di espellerlo dalla sua casa, ragion per cui il servo morì subito di fame e di stenti.
Il decalogo dello shiatsu
articolo pubblicato da Shiatsu Do n°14 luglio 1999
Il 17 marzo 1999 a Milano, su iniziativa di alcune delle maggiori associazioni di shiatsu operanti in Italia (Federazione Italiana Shiatsu, Accademia Italiana Shiatsu Do, ecc.) si è svolto un incontro per verificare e costruire le convergenze, le omogeneità, il filone comune, il nostro albero, lo shiatsu. I presenti hanno convenuto che il clima è cambiato, come le realtà che ci possono unire; far riconoscere in una immagine comune, in iniziative comuni, forse in un progetto comune (nel rispetto delle peculiarità di ciascuno). I presenti hanno prodotto una bozza di "elementi qualificanti comuni", una sorta di decalogo di ciò che identifica lo shiatsu, il nostro shiatsu.
1. Lo shiatsu è una disciplina e un'arte che nasce nel contesto della cultura e della società giapponese; si basa su tecniche di pressione portate con le dita, i palmi, il gomito e il ginocchio secondo caratteristiche codificate.
2. La pratica dello shiatsu produce una comunicazione rispettosa e naturale mediante il contatto e la percezione.
3. La pratica dello shiatsu promuove la piena espressione delle risorse vitali dell'individuo per una migliore qualità della vita; favorisce l'attività e l'armonizzazione del Ki (comunemente tradotto con il termine "energia"), inteso come principio base di tutti i fenomeni vitali in natura.
4. Lo shiatsu si occupa di situazioni di benessere e disagio, salute, vitalità intese in modo differente da come le concepisce la cultura occidentale di questo secolo: non risultano quindi applicabili i concetti di malattia e terapia come sono comunemente vissuti.
5. La pratica dello shiatsu produce effetti benefici e rivitalizzanti in entrambi i soggetti coinvolti, che ne beneficiano sulla base delle proprie risorse e potenzialità. è pertanto una pratica che permette una possibilità evolutiva: - per il praticante attraverso un lavoro che investe la globalità del suo fare e del suo essere (postura, respiro, rafforzamento, centralità, sensibilità, stato mentale ecc.); - per il ricevente attraverso un risveglio generale della propria vitalità mediante aiuti e stimoli volti a migliorare e potenziare la sua capacità di relazionarsi con se stesso e con l'ambiente circostante.
6. Elemento centrale per lo sviluppo delle potenzialità vitali è la relazione che si esprime nello stimolo attraverso le pressioni e la conseguente risposta, la manifestazione e l'ascolto; i due soggetti praticano assieme su un piano di parità, pur nei diversi compiti: non è possibile identificare un ruolo dominante, di direzione, di maggior potere.
7. L'operatore shiatsu opera nell'ascolto e nel rispetto delle personali condizioni del ricevente, adattando le proprie capacità espressive-tecniche alla realtà del ricevente; la comunicazione tra i due soggetti nella pratica dello shiatsu non informa ma trasforma e può produrre situazioni non interpretabili nel nostro contesto culturale abituale. Tutto ciò stimola la creazione di nuovi modelli e di un linguaggio che esprimano questo tipo di esperienze.
8. Le modalità della pratica rendono lo shiatsu assolutamente sicuro, conferendogli possibilità di applicazione in ogni situazione; resta in ogni caso importante osservare cautele e attenzioni, soprattutto per quanti sono alle prime esperienze e non padroneggiano adeguatamente le tecniche.
9. La formazione dell'operatore shiatsu avviene attraverso un iter personale che si sviluppa nel tempo; l'apprendimento non passa attraverso il trasferimento di informazioni ma attraverso l'esperienza diretta e pratica; risulta pertanto non appropriata qualsiasi separazione tra teoria e pratica, sapere e fare, formazione e tirocinio.
10. Praticare lo shiatsu e proporre la pratica dello shiatsu è un diritto di ciascun individuo e di ciascun gruppo; qualsiasi limitazione alla pratica e/o alla promozione dello shiatsu è inaccettabile; lo shiatsu appartiene a tutti ed è impensabile riservarne la pratica a una categoria professionale.
Prospettiva nello shiatsu - Appunti da una lezione con Mario Vatrini
Un principio che aiuta nello shiatsu è il saper vedere dalla giusta prospettiva.
Ci sono due diversi punti di vista che nello shiatsu secondo me devono essere sempre presenti quando si opera.
E quando parlo di punti di vista, intendo proprio punti di vista con cui guardiamo (o meglio, con cui immaginiamo di guardare).
Il primo è quello in cui vediamo quello che guardiamo dal nostro naturale punto di vista, quello che in programmazione neuro linguistica si chiamerebbe quando siamo 'associati'.
L'altro punto di vista, che è un pò più complicato da raggiungere, è saper guardare noi stessi mentre facciamo shiatsu, dall'esterno, come se guardassimo un film di noi che facciamo shiatsu insieme a qualcuno.
E' un tipo di prospettiva che spesso toglie molto patos, molta intensità alla scena. Immaginiamo... non so.. la scena di un film in cui uno squalo attacca una ragazza.. Provate ad immaginare la differenza tra una scena in cui è lo squalo che guarda dalla sua prospettiva, si avvicina, vede la ragazza sempre più vicina. Ed adesso immaginiamo la stessa scena vista da un punto esterno, magari anche un pò distante. La stessa scena vista da una persona sulla spiaggia.
E' un punto di vista molto meno forte emotivamente, ma forse anche per questo ci permette anche di cogliere un numero maggiore di particolari che altrimenti non riusciremmo a vedere.
Per noi che facciamo shiatsu è utile l'abilità di saper cambiare punto di vista, prospettiva con facilità. Saper guardare, uscire e guardarsi da fuori, rientrare.
Se si riesce a fare questo, se si riesce a guardarsi da fuori mentre si fa shiatsu, i maestri di tecnica non servono più.
Se invece si riesce a vedere solo quello che si fa davanti a sè, si rimane li.
Bisogna saper guardare in tutti e due i modi.
Mario, lo shiatsu, il suo libro
(da un articolo di Lorenzo Argolini, Shiatsu Do n°41 giugno 2007)
Alcuni passaggi significativi da "Strategie di Shiatsu", di Mario Vatrini.
Introduzione
pag.12
..."Non esiste un allenamento fisico che, dimostrabilmente, non sia anche un allenamento mentale, così come può essere vero il contrario.
Lo shiatsu si rifà alla tradizione Giapponese, al lavoro fisico in funzione della mente, secondo il principio che esercitando il corpo si esercita anche lo spirito. Il concetto è comune a tutto l'Oriente, dove non c'è mai stata la separazione dualistica tra forza pensiero e forza fisica, religione e filosofia"...
Tesi
pag.14 e 15
..."Si era venuto a creare un paradigma riduzionista in contrapposizione ad uno "olistico" (termine orribile, ma oggi tanto di moda). Un paradigma è un modello di riferimento che influenza l'interpretazione dei fenomeni dell'Universo, una serie di regole, norme, convenzioni e convinzioni a cui gli individui si adeguano nella ricerca, come era il sistema tolemaico o geocentrico precedente all'attuale copernicano o eliocentrico. Il paradigma riduzionista, ancora quasi onnipresente alle soglie del duemila e tanto caro agli scienziati dell'ottocento ha condotto ad approcci terapeutici positivisti, sia ortodossi, gli istituzionali in senso lato, che alternativi, l'osteopatia e la chiropratica per citarne un paio, nei quali qualsiasi fenomeno viene motivato dalla struttura e dalle sue alterazioni. In contrapposizione, sono sorti approcci esclusivamente mentali come la psicoanalisi, in cui tutto viene motivato da alterazioni psichiche. Esistono, quindi, delle discipline nelle quali l'ideologia dominante richiede rigorosamente la causa unica, convenzionalmente isolabile, definita e teorizzata a spiegare il meccanismo degli avvenimenti.
Il paradigma riduzionista, però, è rifiutato dalla ricerca scientifica avanzata, e l'Universo ormai inteso come un insieme organizzato, come un organismo in relazione fra le sue parti e non più concepibile a settori isolati. La concezione riduzionista del mondo e, per analogia, della persona, per la quale i fenomeni vengono appunto "ridotti" ad un unico punto, schema o organo e dissociati dall'insieme del contesto è, almeno teoricamente, superata e si va definendo un paradigma scientifico nuovo e rivoluzionario."...
La strategia dell'Arte
Pag.20 e 21
..."Qualsiasi strategia, per potersi manifestare, dipende dalla padronanza tecnica dell'Operatore di Shiatsu per il quale, anche dopo la perfetta conoscenza di molte strategie, la pratica dovrà restare e l'allenamento proseguire. Le parole non possono sostituirsi all'applicazione, che resta qualcosa da sperimentare piuttosto che da descrivere o razionalizzare. La differenza che passa tra il dotto, che conosce, e il saggio, che sa, è proprio questa: mentre l'esperienza vissuta cambia l'individuo, la conoscenza nozionistica non lo ha potuto mai."...
La Scuola - Ryu
pag.25 e 26
..."Ogni Ryu sviluppa le proprie strategie. La differenza fra l'esecuzione di un principiante e quella di un esperto è inesistente solo in apparenza: mentre il primo usa la tecnica, l'altro impiega la strategia. La differenza consiste nell'efficacia delle pressioni e del modo di pensare. La fase in cui l'allievo raccoglie dati e impara nozioni sempre nuove è l'iniziale: si fa Shiatsu SU qualcuno. La successiva è della critica, della scelta, della personalizzazione dell'esecuzione: si fa Shiatsu PER qualcuno. La terza fase riguarda la spersonalizzazione dell'Operatore di Shiatsu, in cui termina la dicotomia tra Tori e Uke: si fa Shiatsu CON qualcuno."...
Lo Shiatsu
pag.28
..."La cura delle malattie ha a ben poco a che vedere con tutto ciò e le scuole giapponesi hanno sbagliato a propagandare lo Shiatsu come terapia senza ulteriori spiegazioni, perché l'idea di terapia oggi diffusa è quella di aspettare l'evidenza d'una alterazione bio-chimica o bio meccanica per intervenire."...
pag.29
..."Quando allo Shiatsu viene abbinato il pensiero taoista e confuciano, yin-yang e 5 movimenti per intenderci, inteso come spiegazione e motivazione dei fenomeni verificantisi nel mondo, s'intende applicare ad una pratica applicativa una complessa visione millenaria dell'universo e lo studioso può, volendo, immergersi nella letteratura e nella storia cinese e giapponese per capire la cultura di quei popoli; ciò esula, tuttavia, dall'approfondimento dello Shiatsu in sé"...
..."Invece d'andare in cerca di metodi migliori, si dovrebbe piuttosto intervenire sulla propria flessibilità. E' l'individuo che, lavorando su se stesso, fa originare dal proprio interno qualsiasi manifestazione tecnica, ricavandone infine eleganza, convinzione e congruenza. Dopo anni d'addestramento in cui l'Operatore di Shiatsu ha imparato a premere per ottenere stati di cambiamento profondo sui quali non incolla un'etichetta, dovrebbe essergli molto difficile ragionare in termini medici di malattie e cure.
Se lo Shiatsu vuole avere una sua dignità e l'Operatore di Shiatsu una sua autonomia, sarà meglio che sia ben dichiarato come presupposto alla salute che la conoscenza reciproca E' terapia. Troppo spesso lo Shiatsu viene confuso con altri approcci dove, malgrado vengano impiegati metodi eterodossi, resta invariata l'ortodossia del pensiero."...
Terapia
pag.32
..."Usando (perché no?) la rassicurante distinzione dualistica del "buono-cattivo", gli esseri viventi possono dividersi in sani e malati. Condizionando i membri d'una società a trascurare le proprie capacità interiori per coltivarne altre artificiali, si ottiene anche un'alterazione del concetto di salute e non solo, nello stesso tempo si genera una società di malati in cui stare abbastanza male è accettabile e diffuso: stitichezza e bruciori di stomaco sono oggi talmente comuni a tutte le età ed in tutti i ceti da non essere più degni di nota. Isolando i suoi membri da una realtà in cui la conoscenza di se stessi non rientra nella sua costituzione, una società rende i suoi componenti ottusi e dipendenti. Eliminare le malattie è del tutto avveniristico, ma un'educazione tesa al significato della salute dovrebbe rientrare nel bagaglio culturale collettivo."...
Femminile e Maschile - Yin - Yang
pag.34
..."Solo dal conflitto e dalla complementarità degli antagonisti nasce la vita, l'origine di tutte le cose e se si volessero stabilire l'immobilità, l'eliminazione del cambiamento e delle contraddizioni, anche l'Universo si fermerebbe e finirebbe la vita come la conosciamo. Il giorno e la notte, la salute e la malattia, la nascita e la morte, l'inizio e la fine, sono quindi necessari per l'evoluzione. Proprio come un campo magnetico che, per esistere, ha bisogno sia di un polo positivo che d'uno negativo."...
pag.35
..."Secondo il Taoismo, il bene non può e non potrà mai sconfiggere il male e viceversa, perché l'uno non può esistere senza l'altro. Chiunque volesse tentare altrimenti andrebbe contro le leggi dell'Universo; violerebbe le regole del gioco perché sconvolgerebbe l'equilibrio ed otterrebbe il nulla. Per il pensiero simboleggiato dallo Yin e dallo Yang, l'uno non è migliore dell'altro (la luce migliore del buio) e ciò ha profondamente influenzato le pratiche che ad esso fanno riferimento."...
..."Nello Shiatsu, Tori e Uke sono unificati dalla pressione. Il detto: "Quando premi un punto stai premendo te stesso", sta a significare l'esclusione del dualismo conflittuale. Nella pratica l'atteggiamento d'incontro va intenzionalmente mantenuto finché non diventa automatico associarlo alla tecnica."...
pag.36
..."Ancora una volta emerge la differenza culturale: per il nostro pensiero un conflitto va impedito; per il Taoista il conflitto non esiste, perché qualsiasi avvenimento, per manifestarsi, deve per forza di cose fare parte nella Natura, dello Yin e dello Yang."...
Ki
pag.39
..."Secondo la concezione di Ki tramandataci, esso E' la struttura e la persona tutta, malgrado la sua manifestazione possa essere chiamata con molti nomi. Non esiste, quindi, nessun fluire misterioso od "orientale": la forma, gli organi interni, il tono muscolare, la voce, sono tutte manifestazioni di Ki, che può essere forte o debole. Per aumentare il mio Ki, devo semplicemente aumentare la mia capacità a vivere, che non significa aumentare a casaccio il numero d'azioni della mia giornata, quanto invece imparare a coordinare meglio ciò di cui dispongo."...
Intuizione - Mushin
pag.40
..."La tradizione giapponese, in accordo con quella Orientale in senso lato, sostiene che la fine dell'ignoranza avviene quando l'individuo si identifica con l'Universo e, perché ciò avvenga, egli deve smettere di pensare. Per poter impiegare una qualsiasi strategia, quindi, ho bisogno di un atteggiamento mentale rilassato, tale da consentirmi di cambiare istantaneamente un modello o schema con un altro più adeguato alla nuova situazione. Questo stato mentale, in cui la mia parte razionale viene esclusa dall'azione, che semplicemente intuisco, viene detta "Mushin" o "Non-Mente"."...
..."Pensare diventa un ostacolo per la comprensione di un'azione e Mushin lo stato mentale d'elezione per l'applicazione di strategie, proprio perché una tecnica pensata è sempre troppo lenta.
L'azione ripetitiva della pressione di Shiatsu ha lo scopo di generare lo stato di Mushin in Tori, e ciò per consentirgli d'andare oltre l'esteriorità della manifestazione tecnica e delle sue regole scolastiche. Il lavoro d'un Ryu che si rispetti intende rivolgersi costantemente all'aspetto sia fisico che mentale dell'Operatore di Shiatsu."...
Il modello - Kata
pag.61
..."Nello Shiatsu, ma anche in tutte le pratiche tradizionali, il segreto, spesso rifiutato, è uno solo: il Kata. Un Kata rappresenta lo stile esecutivo d'una scuola, immutabile e codificato, a cui l'allievo deve uniformarsi e portare rispetto."...
..."Allo stato di "Mente Vuota" si arriva passando attraverso un Kata, QUELLO in particolare."...
pag.62
..."Alla lunga, con l'esercizio, si entra in uno stato diverso di coscienza e resta solo la strategia, che ormai si manifesta spontaneamente. Ricordo che la divisione fra mente e corpo è arbitraria, e che cercare di integrare pensiero e struttura è inutile: già lo sono ed è sempre e comunque l'Operatore di Shiatsu nel suo insieme ad esprimersi a diversi livelli di consapevolezza dipendenti, questi, dal suo allenamento e dalla sua evoluzione."...
La ripetizione - Waza
pag.63
..."Ripetere una tecnica finché non diventa un waza è un allenamento caratteristico delle scuole giapponesi, quale che sia la disciplina. La ripetizione va eseguita in conformità ad una forma prestabilita, che è quella del Kata, e rappresenta la pratica base in tutte le scuole tradizionali. Ogni azione viene eseguita cercando la perfezione, correggendo minimi difetti di posizione, rivedendo minuzie tecniche. L'Operatore di Shiatsu lavora per superare se stesso, non per vincere qualcosa e, come tutte le situazioni in cui l'individuo è costretto a mettersi in discussione, la ripetizione è una pratica ritenuta inutile da molti, sorpassata da altri, preziosa da pochi. Lo scopo è che l'attenzione dell'Operatore di Shiatsu sia costantemente rivolta verso se stesso senza mai deviare, con tutti i sensi all'erta per cogliere tutte le sensazioni e le sfumature di quanto sta facendo."...
Il Ritmo
pag.75
..."Nello Shiatsu, il ritmo viene raramente studiato come fattore determinante il successo o l'insuccesso d'un trattamento e ciò costituisce, a parer mio, una notevole lacuna nella formazione dell'Operatore di Shiatsu.
Generalmente viene detto di premere o eseguire una sequenza secondo un ordine predeterminato, che la pressione deve essere mantenuta per un certo numero di secondi e questo è quanto. Il ritmo del trattamento e la durata delle singole pressioni, invece, vanno considerati diversamente: la seconda subordinata al primo. In realtà noi esseri umani dipendiamo da cicli naturali bel ritmati come il giorno e la notte, la peristalsi intestinale, il battito cardiaco, per citarne solo alcuni. Sono tutte esemplificazioni del processo di contrazione-rilassamento del ciclo o ritmo vitale all'interno del quale esistiamo."...
Vuoto mentale - Mu
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..."Mu, in lingua giapponese, significa assenza di pensiero prima dell'azione. Il calcolo ed il ragionamento vengono messi in un cassetto e il corpo si muove da solo. Si tratta di uno stato estremamente difficile da realizzare che sta all'antitesi del pensiero cartesiano, del "cogito, ergo sum" dell'anima razionale, per il quale le manifestazioni fisiche sono sempre moti della mente. Proprio perché così alieno alla cultura moderna e al nostro modo convenzionale d'intendere, lo stato di "Vuoto Mentale" viene spesso inteso in modo distorto. Il pensiero di matrice cinese, come quello giapponese, è soprattutto pragmatico, vale a dire "se funziona lo uso", "solo se mi risulta è vero."...
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..."Un paragone, che dà solo un'idea, è l'andare in bicicletta: chi è già capace affida la guida ad una parte di sé ed entra in uno stato particolare di coscienza, in cui parla, si guarda in giro, oppure divaga con la mente. Ma... chi guida? Chi tiene la bicicletta in linea? Il contrario succede a un esordiente: tiene il manubrio in mano con forza, è tesissimo, forse suda, perde continuamente l'equilibrio, scende stremato (e molto invidioso di chi ha già imparato). Ha sempre guidato "lui", ma ha usato la Mente Piena."...
Mario Vatrini.
Strategie di Shiatsu - Mario Vatrini
Curcu & Genovese Associati srl
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